trio
Come ho potuto? Cap.2
16.04.2026 |
2.397 |
4
"Ha capito subito cosa stava per succedere quando ha visto la sua vicina tornare a casa e ora vuole vedere lo spettacolo..."
Non vedevo l’ora arrivasse il weekend, da un lato ci avevano davvero spremuto al lavoro ultimamente, dall’altro avevo proprio voglia di svagarmi, di uscire e non pensare a niente, soprattutto avevo una gran voglia di rivedere Alberto, il mio uomo. Abbiamo un rapporto complicato, entrambi troppo testardi per arrenderci completamente all’altro, tuttavia tra noi c’è un’intesa che raramente ho provato o visto in altre coppie e ancor più importante c’è una chimica fortissima che non ci permette di resistere all’impulso di saltarci addosso anche se abbiamo appena litigato. È un bravo amante, attento e soprattutto con un cazzone come non si trovano in giro. L’ho conosciuto che ero impegnata e mi ha corteggiato con simpatia e costanza, ma la prima volta che mi sono ritrovata la sua virilità dura davanti al viso non ho potuto fare a meno di sghignazzare mentre la mia bocca iniziava a riempirsi di acquolina dal desiderio…Si è presentato puntuale con un mazzo di rose rosse ed è entrato in casa con la tranquillità di chi si muove in spazi amici, io stavo mettendo a posto gli ultimi dettagli, in realtà sarei potuta uscire anche prima ma non volevo perdermi quel momento. L’istante in cui, preceduta dal ritmico ticchettio dei tacchi nel corridoio, esco dalla mia stanza e lo raggiungo in salotto, il suo sguardo, sempre sbalordito come se non mi avesse mai vista , quasi di incredulità che io possa essere reale. I suoi occhi, come in una liturgia si posano sui miei piedi (no, non è un feticista, ma adora che la sua donna indossi i tacchi e oggi ho optato per una scarpa classica con un discreto tacco ed un vezzoso cinturino alla caviglia con brillante), risalgono con una lentezza esasperante sui polpacci come non volessero arrivare troppo rapidamente alla parte che dice di preferire, le cosce. Lì si ferma per qualche istante in più e mi domando se sia merito delle mie cosce o delle calze velate che lo attirano come ape al miele. Poi riparte a guardare e sono passati pochi secondi ma sembra aver trascorso una vita intera in adorazione, risale fino ai miei pantaloncini a quadretti così da brava ragazza, eppure così fascianti sul mio lato B che mi procureranno parecchi sguardi mentre cammineremo. Eppure a lui non importa, non è geloso, non nel senso classico del termine, anzi adora che altri mi guardino e mi desiderino, mi permetterebbe perfino di flirtare se volessi. Ma potrebbe togliermi il saluto se sapesse che reputo qualcuno più divertente di lui o che ho confessato un segreto ad un altro uomo nascondendoglielo. Sopra ho indossato un maglioncino leggero, ma abbastanza aderente da evidenziare il mio seno, per i cui capezzoli scuri lui impazzisce. Ho raccolto i capelli in una coda, due orecchini pendenti e un rossetto acceso che non durerà molto. Infatti mi viene incontro come un affamato, mi solleva tra le braccia e affonda la sua lingua nella mia bocca con desiderio e passione eppure con una delicatezza rara.
Ecco, tra le sue braccia riesco a sentirmi al sicuro, anche se la sua erezione spinge sulla mia voglia e promette che si prenderà cura sia della principessa che della puttana che è in me.E’ passata meno di un’oretta, sono seduta sul muretto del lungomare e ho la testa leggera, non tanto per il calice di vino che abbiamo bevuto prima, quanto per il modo che ha Alberto di farmi ridere e sentire leggera, e mi diverto da pazzi a vederlo saltare dai miei occhi alle mie cosce, con un movimento d’occhi che vorrebbe essere discreto ma proprio non lo è. Allora ne approfitto e accavallo le cosce con lentezza, facendolo tentennare e perdere il filo del discorso, oppure roteando la punta del piede quasi ad esibire i tacchi mentre lui deglutisce. Questo mi è sempre piaciuto di lui, riesce a farti sentire desiderata davvero non con frasi fatte o complimenti fotocopia, ma con questi piccoli gesti che uniti alle sue poderose erezioni tolgono ogni dubbio su quanto mi trovi bella.Mi godo il momento e anche la passeggiata successiva, con la sua mano sul fianco che scivola spesso sul mio culo palpandolo con cupidigia mentre cerca di indovinare il mio intimo, ogni tanto mentre mi guarda si interrompe e mi bacia, come un ragazzino, prima semplicemente a stampo, poi con la lingua che esonda nella mia bocca e avvolge la mia come a fondersi in una sola. Dio poggiata al muro non riesco a non strofinarmi contro il suo cazzo…decido che può bastare e gli sussurro all’orecchio “PORTAMI A CASA, HO VOGLIA DI ARRENDERMI COMPLETAMENTE A TE..”. I suoi occhi per un istante si infiammano, mi prende per mano e quasi di corsa mi trascina a casa.
Il viaggio in auto è una tortura, cerca di infilarmi le mani ovunque e io un po’ lo respingo un po’ lo lascio fare, voglio che esca di testa mentre gli bacio il collo e lecco piano vicino alle sue orecchie, sussurrandogli sconcezze e passando rapidamente la mano sulla sua voglia. Deve funzionare perché arrivati al mio palazzo, chiama l’ascensore che sarebbe al terzo e ci mette qualche secondo ad arrivare, ma evidentemente è un’attesa troppo lunga per Alberto che mi spinge su per le scale, posando le mani sul culo e quasi ruggendo “SBRIGATI”. Sghignazzo mentre cerco di mantenere l’equilibrio tra tacchi alti e gradini, quando sul pianerottolo intermedio incrocio Rocco, indossa una tuta e una maglietta dei Rage Against the Machine, ma si ferma quando mi vede. Si pone di lato per farmi passare, anche se sarà una mia impressione sembra quasi sporgersi, per ridurre la distanza da me, sono euforica e voglio provocarlo, non mi distacco affatto, anzi con la mano sfioro il suo braccio e muovo la testa perché il profumo dei miei capelli lo investa.
Alberto sembra quasi non vederlo e mi spinge verso la porta di casa, impaziente, con le mani che continuano a frugare le mie curve e mi intralciano mentre cerco di aprire la porta. Quei pochi secondi di ritardo mi permettono di vedere Rocco che risale le scale.
Siamo nel corridoio ed ora non ci sono più freni, Alberto mi spinge contro il muro e mi solleva, con un braccio mi solleva e con l’altro cerca di sfilarmi il maglione, mentre avvolgo la sua lingua con la mia. Lo aiuto e mi spoglio così da permettergli di affondare la sua bocca tra i miei seni, li lecca delicatamente, quasi trasformato da animale vorace a devoto servitore, rotea la lingua sul capezzolo scuro, e mi cerca con lo sguardo. Ricambio l’occhiata, mentre respiro affannosamente.Si volta e mi spinge sul divano, mentre si sfila la camicia, da seduta mi ritrovo la sua voglia all’altezza giusta, sbottono i pantaloni e abbasso i boxer. Il suo cazzo svetta come una molla, quasi mi colpisce le labbra e come ogni volta non posso non ammirarne la generosità. Lo avvolgo con la bocca e risucchio con desiderio, poi inizia la mia danza di lingua, saliva, risucchi e baci, con sottofondo i suoi gemiti e le sue mani tra i miei capelli, non a dettare il ritmo, semplicemente ad accompagnarlo.Mi sento potente ed eccitata, anche quando me lo spinge in gola e quasi mi riempie. E’ arrivato quasi al punto di non ritorno per questo mi fa alzare con un gesto deciso, si inginocchia e mi sfila i pantaloncini, affonda il viso nel mio pube, coperto da calze e perizoma per inebriarsi del mio profumo, poi mi volta e mi spinge a pecora sul divano, con il busto posato sulla spalliera e le ginocchia larghe sulla seduta.Senza preoccuparsi di quanto le abbia pagate mi strappa i collant sulla figa e ci tuffa il viso ricambiando con voracità il piacere che gli ho donato. Lecca attentamente ogni angolo, insistendo nelle pieghe che più sa mi solleticano.Solo in questo momento con la coda degli gli occhi, tenuti chiusi finora per concentrarmi sul piacere , noto un'ombra provenire dall’esterno. So cos’è, anzi chi è …. quel porco di Rocco. Ha capito subito cosa stava per succedere quando ha visto la sua vicina tornare a casa e ora vuole vedere lo spettacolo. Non mi tiro indietro, anzi giro la testa e cerco il suo sguardo. Lui per un attimo rimane immobile, ma io sorrido lasciva, come un demone di lussuria, poi quando Alberto passa a leccarmi il buco del culo ansimo forte a bocca aperta “AAH”. Riprendo a guardarlo tra sorrisi e gemiti, mentre anche lui prende coraggio… lo vedo che effetto gli faccio sulla tuta leggera, e non mi sorprende quando la sua mano, che finora strofinava la sua voglia dall’esterno si infila nei pantaloni.Roteo la lingua sulle labbra mentre penso “DAI, FALLO PICCOLO PORCO PERVERTITO”. E alla fine, con mia sorpresa lo fa davvero, abbassa pantaloni e slip e tira fuori un cazzo notevole, gli spunta dalla mano per una buona metà mentre si sega. Quell’immagine mi colpisce come uno schiaffo ed urlo “SCOPAMI PORCO” e in quel momento non so nemmeno io se lo sto dicendo a Rocco o ad Alberto, ma è lui che tira fuori la sua mazza e la infila di colpo dentro la mia fica.Una scossa elettrica mi travolge, ogni volta è come la prima…gemo e urlo mentre inizia la sua danza, intervallata da schiaffi sul culo che mi fanno uscire di testa, guardo Rocco che si masturba oscenamente e mi domando come sarebbe se li sentissi entrambi, uno in bocca ed uno in pancia oppure perché no? Uno in fica e l’altro nel mio buco del culo, non ho mai disdegnato l’anale, anzi…Questa immagine mi colpisce come uno shock, mi fa sentire così troia…vengo, urlo “SONO LA TUA PUTTANA!” forse troppo forte perché anche Rocco sembra sentirlo e spruzza copiosi schizzi di sborra densa sul vetro della finestra…tiro fuori la lingua come a volerli raccogliere e gli sorrido mentre sparisce nella sua stanza.
Alberto mi sente venire e mi da qualche istante di tregua. Solo qualche istante però. So che la notte sarà ancora lunga...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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